Le emozioni influiscono sulla salute

Per raggiungere il benessere bisogna prendersi cura sia del fisico che della mente, quando si ha un disturbo bisogna capire anche le cause che l’hanno scatenato.

Quando abbiamo un malessere emotivo, come ad esempio rabbia, depressione e paura, il nostro corpo ce lo comunica tramite dolori fisici. Possiamo quindi definirlo un vero e proprio linguaggio del corpo. In pratica, ogni emozione, ogni stato d’animo è collegato con un organo o parti del corpo umano, quindi le emozioni possono influire negativamente o positivamente sullo stato di salute di quell’organo. Questo accade ovviamente quando l’emozione o lo stato d’animo dura per un periodo di tempo lungo, certamente non per un emozione passeggera. Il danno che può provocare quest’emozione all’organismo può arrivare anche ad avere conseguenze gravi.

In altri termini ogni stato emotivo corrisponde ad una proprio sindrome fisiologica, dal più semplice disturbo fino a malattie importanti. Normalmente questa visione nasce negli ambienti olistici, ovvero dove si dà importanza al benessere psichico ed emotivo al punto da ricercare in questo la causa profonda che scatena un determinato disturbo, ma in realtà questo punto di vista è condiviso da varie scuole di pensiero e da ambienti rigorosamente scientifici. Le emozioni sono la risposta del nostro corpo ai sentimenti già nei tempi antichi, sia in Grecia che nella Medicina Tradizionale Cinese si considerava che le emozioni sono legate ai disturbi del nostro corpo.

La principale scuola scientifica è la medicina psicosomatica, la quale afferma che le emozioni sono determinanti nella formazione di una malattia. Questo orientamento scientifico dunque sostiene che la malattia nasce dal rapporto che ogni individuo ha con il suo ambiente, prendendo in considerazione sia gli aspetti psicologici che ambientali. Dobbiamo però tener presente che ogni particolare situazione ha un significato differente per ogni individuo, in funzione del suo vissuto, della sua storia e del suo sviluppo psicologico. F. Alexander, psicoanalista statunitense di origine ungherese vissuto nella prima metà del 900, è considerato il fondatore della medicina psicosomatica. Tuttavia fu Freud, pochi anni prima, ad occuparsi del problema in modo approfondito. La sua “distanza” con l’ambiente medico del periodo non gli permise di ottenere il giusto riconoscimento delle sue teorie, che trovarono invece terreno fertile con Alexander, il quale era ben inserito nel settore medico dell’epoca. La medicina psicosomatica considera la malattia come una funzione di diverse variabili: traumi infantili, ereditarietà, educazione, clima affettivo, relazioni interpersonali, ambiente circostante etc. Alla base della medicina psicosomatica c’è il riconoscimento di unione tra corpo e mente. La filosofia è quindi quella di dare informazioni utili a poter colloquiare con il proprio corpo scoprendo il suo linguaggio attraverso il sintomo.

  • La Gioia: è un emozione positiva, che in genere procura benessere, ma se particolarmente intensa può provocare anche delle patologie cardiache, come tachicardia, ipertensione e insonnia. Non a caso di fronte ad una notizia di grande gioia si può rischiare di subire un infarto.
  • La Rabbia: è uno stato d’animo legato a risentimento, irritabilità e frustrazione. L’organo che ne risente di più è il fegato, che può aumentare le sue produzioni di bile con effetti negativi per il fegato stesso oltre che per lo stomaco e la milza, con possibili mal di testa e vertigini.
  • L’Ansia: detta anche “fame d’aria” è uno stato emotivo negativo che crea tensione continua nel pensiero rispetto a ciò che potrà accadere in futuro, senza per altro avere un reale motivo di preoccupazione. Incide fortemente sulla respirazione e sui polmoni, infatti le persone che soffrono di ansia manifestano sempre una respirazione irregolare con il respiro corto, e in conseguenza incide anche sullo stomaco e sull’intestino. L’ansia è una delle principali cause dell’ulcera.
  • La Paura: incide fortemente sui reni, anche fino a provocare minzione involontaria. Lo spavento, che è un emozione non prevista e repentina, si riflette sul cuore e successivamente anche sui reni. Un grande spavento può provocare un infarto.
  • Rimuginare: questo stato d’animo indica la tendenza a pensare e a ripensare costantemente alle stesse cose viste come problemi. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese l’organo che ne risente è la milza, con conseguente stato di sonnolenza, affaticamento e scarsa concentrazione.
  • Il Dolore e la Tristezza: ha un effetto diretto sui polmoni, soprattutto quando si protrae nel tempo, diminuendo la capacità di ossigenare il sangue che a sua volta non riuscirà a trasportare energia alle altre parti del corpo.
  • Autorità e Controllo sugli altri: quando questo comportamento è eccessivo si possono verificare squilibri all’intestino crasso. Quando si è affetti da una grave malattia, imparare a gestire le proprie emozioni ci può dare una stabilità interiore che può portare a maggiore possibilità di recupero.

Anche i più comuni e semplici problemi di salute sono una manifestazione del nostro stato emotivo.

Vediamo qualche esempio:

  • Mal di testa: l’emicrania compare quando viene presa una decisione, ma non si agisce.
  • Mal di stomaco: si verifica quando non abbiamo “digerito” una situazione negativa.
  • Dolore muscolare: rappresenta la difficoltà che abbiamo di muoverci nella vita, e quanto siamo flessibili con noi stessi, con le situazioni e con le persone con cui ci rapportiamo.
  • Dolore al collo: indica una qualche difficoltà nel perdonare gli altri o se stessi. Rappresenta il bisogno di riflettere su ciò che ci piace di noi e degli altri.
  • Dolore alle spalle: significa che stiamo portando un grande carico emozionale che non viene equamente distribuito anche con altre persone.
  • Dolore alla parte superiore della schiena: significa sentirsi senza supporto, senza nessuno che ci appoggia e che ci vuole bene.
  • Dolore alla parte bassa della schiena: è indice di preoccupazioni economiche o, ancora, di mancanza di supporto emozionale.
  • Dolore all’osso sacro: stiamo trascurando una situazione che deve essere bloccata o cambiata.
  • Dolore al gomito: stiamo facendo resistenza a qualche cambiamento nella nostra vita.
  • Dolore alle mani: abbiamo difficoltà a rapportarci con gli altri, non tendiamo la mano al prossimo.
  • Dolore ai fianchi: vuol dire che abbiamo paura d’iniziare nuovi percorsi e quindi siamo restii ai cambiamento e al movimento.
  • Dolore alle ginocchia: come i muscoli, anche le articolazioni sono flessibili e possono indicare problemi nelle relazioni con gli altri, come la non volontà di adattarsi agli altri, di aprirsi a nuovi modi di pensare e a nuove esperienze.
  • Dolori alle caviglie: non ci permettiamo il diritto al piacere. Forse bisognerebbe essere più tolleranti con se stessi.
  • Dolore ai piedi: è indice di depressione. Sotto i piedi si accumula molta negatività, non si riesce a concentrasi sui piccoli piacere della vita.