Riflessologia plantare

Che cos’è?

La Riflessologia è una tecnica di massaggio applicata principalmente sui piedi, ed eventualmente sulle mani, sul viso e sulle orecchie. La riflessologia plantare, in particolare, si basa sul principio che premendo alcuni punti del piede si possano percepire e curare organi, ghiandole, e parti del corpo corrispondenti tramite stimolazione energetica manuale. Effettuando il massaggio riflessologico si può quindi avere un effetto benefico su organi  interni al corpo non direttamente trattabili.

La Riflessologia è una terapia olistica, basata quindi sul principio che ogni aspetto della vita dell’individuo influisce sul benessere e sulla salute della persona, ed opera nell’intento di riequilibrare l’intero organismo stimolando le capacità di autoguarigione e ristabilendo l’armonia energetica.

La storia

La storia della Riflessologia plantare è alquanto antica: i primi trattamenti sono stati applicati addirittura nel 5000 a.c. in Cina e in India. Le tecniche di riflessologia plantare di distinguono in due grandi filoni: quello occidentale e quello orientale. Nonostante il principio delle 2 scuole sia il medesimo, nascono e si sviluppano con presupposti differenti: la Riflessologia Cinese si basa sui principi di medicina tradizionale cinese, mentre la riflessologia occidentale attinge ai principi scientifici sulla quale si basa la medicina convenzionale occidentale.

La più antica è quella orientale chiamata ON ZON SU , ideata ben 2500 anni fa dal saggio Mak Kilui: egli considerava i piedi la parte più importante del corpo fisico, li considerava ciò che collega la persona all’elemento “terra” e base su cui il corpo si sposta per tutta la durata della sua vita, quindi li paragonava alle radici di un albero, che “sono nascoste ma la loro importanza è profonda”. Ideò diverse mappe da utilizzare a seconda della persona che aveva di fronte e alle sue problematiche, seguendo il concetto di prevenzione, mantenimento e cura al fine di conservare e migliorare la salute potenziale, l’ energia fisica e psichica. Una delle mappe che ideò, particolarmente importante per la sua applicazione all’inizio e alla fine del trattamento,  è quella delle acque. Dobbiamo immaginare il nostro piede come l’universo della natura in cui ogni cosa vive in supporto dell’altra per garantire il fluire della vita: come dalle montagne parte il fiume che arriva al mare per ripulire i detriti, così l’andare dal rene alla vescica ha la stessa funzione del passaggio dall’altopiano (tallone) all’oceano (pianta del piede) e serve a pulire l’elemento acqua delle persone consentendo il fluire dei liquidi corporei, stimolando direttamente la depurazione dell’organismo .

Il metodo occidentale è quello dell dr. Fitzgerald, un otorino di boston che, prendendo spunto dagli indiani, nel 1902 iniziò a utilizzare il massaggio plantare come antidolorifico e anestetico sui suoi pazienti. Egli disegnò una mappa delle varie zone del piede corrispondenti a determinati organi interni e riuscì a dimostrare che, massaggiando tali zone, si ottiene una migliore irrorazione sanguigna anche negli organi in sintonia, e palpando accuratamente e con una certa energia il piede si può diagnosticare lo stato di salute dell intero organismo, poichè il piede duole nei punti corrispondenti a specifici organi del corpo.

I benefici

Andiamo ad elencare i benefici della Riflessologia plantare:

  1. Stimolazione nervosa, basata sulla relazione fra le terminazioni dei nervi, che determinano la zona riflessa, e il punto in cui è presente il dolore. La pressione sulla zona riflessa ha quindi il compito di inviare segnali al cervello, stimolandolo a intervenire sul problema.
  2. Liberazione di ormoni, poiché secondo la teoria della riflessologia è sufficente massaggiare le zone riflesse doloranti per stimolare il cervello a liberare ormoni celebrali, tipo l’endorfina, con conseguente azione terapeutica.
  3. Stimolazione del sistema linfatico, in quanto la pressione dei punti riflessi attua l’accelerazione della circolazione linfatica con benefici su tutto l’ organismo.
  4. Stimolazione del sistema sanguigno, che migliora la circolazione e diminuisce la presenza di scorie.
  5. Potenziale elettrico/energetico, che si crea tra le varie parti del corpo. In base al modello della riflessologia i punti riflessi sono paragonati agli interruttori, mentre gli organi svolgono la funzione di accumulatori, quindi agendo sugli interruttori si riattiva la circolazione elettrica.

La riflessologia è anche particolarmente indicata nel caso di disturbi passeggeri, ad esempio l’indigestione, la tensione nervosa, l’emicrania, grazie alla liberazione di endorfine per ripristinare l’equilibrio delle ghiandole endocrine.

La pressione deve essere tale da agire in profondità, bisogna massaggiare finché non si avverte un lieve fastidio, che è il segnale che si sta lavorando con efficacia. E’ necessario seguire schemi e diagrammi, sapendo ad esempio che un massaggio in senso orario favorisce le funzioni intestinali e al contrario le indebolisce.

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